Scricciolo e il mare d’inverno

La capanna di legno nel cuore del bosco faceva da casa a un topino dalle orecchie lunghissime. Si chiamava Scricciolo, perché aveva dato in dono il suo nome a un uccellino che gli aveva regalato un pezzo di formaggio. Scricciolo voleva vedere il mare. Il topino pensava che là, sulla riva del mare, si sarebbe divertito a fare castelli di sabbia. Ma, dopo un terribile viaggio nella tormenta, il mare d’inverno, con la sua distesa bianchissima di neve e di brina, gli apparve infinitamente più bello, mille volte più prezioso.E la sua onda, che andava e veniva sulla spiaggia, parlò, in un grande silenzio, al suo cuore.

Anna Confalonieri Prandini, autrice che ha alle spalle una grande esperienza nella narrazione per i più piccoli, del suo Scricciolo e il Mare d’inverno dice: «Ho insegnato ai ragazzi e ho dedicato anni a scrivere per loro, un po’ sul cielo e sulla terra, un po’ sulla montagna, raccontando e dipingendo gli incantesimi che creano le piante e gli animali. Questa volta mi son seduta nella sabbia e ho provato a narrare una storia d’inverno, sulla riva del mare.»

 

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